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LA SCIENZA IN SCENA
“SEDOTTA E ABBANDONATA. La Chimica Italiana da Avogadro all'Energia solare”
Lunedì 22-11-2010 Roma Teatro Studio - Auditorium Parco della Musica, viale de Coubertin Inizio ore 11:00

MARCO CIARDI, Professore associato in Storia della Scienza e delle Tecniche all’Università di Bologna

con il coordinamento di GILBERTO CORBELLINI,
Ordinario di Storia della Medicina Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
“SEDOTTA E ABBANDONATA. La Chimica Italiana da Avogadro all'Energia solare”
“S&E – SCUOLA ed ECCELLENZA”
INCONTRI E LEZIONI SULLE SCUOLE DI SCIENZA NEL ‘900 ITALIANO
Progetto in coproduzione tra Fondazione Sigma-Tau e Fondazione Musica per Roma

LUNEDÌ 22 NOVEMBRE ORE 11 – TEATRO STUDIO, Auditorium Parco della Musica di Roma

MARCO CIARDI, Professore associato in Storia della Scienza e delle Tecniche all’Università di Bologna

“SEDOTTA E ABBANDONATA. LA CHIMICA ITALIANA DA AVOGADRO ALL’ENERGIA SOLARE”

con il coordinamento di GILBERTO CORBELLINI,
Ordinario di Storia della Medicina Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Roma, 13 ottobre - Si concludono per il 2010 gli appuntamenti del ciclo “S&E – SCUOLA ed ECCELLENZA: Scuole di Scienza nel Novecento italiano” a cura di Fondazione Sigma-Tau, in co-produzione con Fondazione Musica per Roma, presso il Teatro Studio all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si tratta di lezioni dedicate, in particolare, alle scuole superiori romane per far conoscere loro quelle tradizioni di ricerca scientifica che hanno dato lustro internazionale al Paese.

Le lezioni del 22 novembre vedranno protagonista la tradizione della Chimica italiana. A parlarne sarà Marco Ciardi, professore associato in Storia della Scienza e delle Tecniche all’Università di Bologna, scrittore ma soprattutto profondo conoscitore di Storia della Chimica: fra le altre cose, ha scoperto documenti e manoscritti relativi a Amedeo Avogadro, Lazzaro Spallanzani e Xavier de Maistre e ha dimostrato - assieme a Franco Giudice - che un manoscritto conservato presso l'Académie des Sciences di Parigi era stato erroneamente attribuito ad Alessandro Volta, individuandone la vera paternità - Simone Stratico. Con il coordinamento di Gilberto Corbellini, il professor Ciardi racconterà agli studenti i successi ma anche le polemiche della tradizione chimica in Italia - da Amedeo Avogadro passando per il Nobel Giulio Natta, fino ai nostri giorni.
Seguirà dibattito con il pubblico.

“La chimica italiana conobbe momenti di grande creatività nell’età dell'Illuminismo e anche durante il convulso periodo politico che portò dalla Rivoluzione francese alla caduta di Napoleone, grazie alle ricerche di Lazzaro Spallanzani, Alessandro Volta, Felice Fontana, Giovanni Antonio Giobert e Amedeo Avogadro, solo per limitarsi ai nomi più importanti. In particolare, la formulazione, effettuata da Avogadro nel 1811, della celebre ipotesi «volumi uguali di gas, nelle stesse condizioni di temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di particelle», consentì alla chimica italiana di avere a disposizione un’eredità in termini di prestigio i cui benefici si sarebbero protratti a lungo. Nei decenni a seguire, lo sviluppo della chimica italiana, sotto il profilo industriale, andò di pari passo con il progressivo abbandono dell’indagine teorica e con il farsi strada della scelta, tutta tipicamente nazionale, di non voler investire in progetti di ricerca pura di ampio respiro e a lunga scadenza. Ricerche e investimenti si concentrarono così soprattutto sulla petrolchimica. Nel secondo dopoguerra, comunque, l’esempio di Giulio Natta, premio Nobel per la Chimica nel 1963, confermò come un’indagine innovativa sotto il profilo teorico fosse destinata a produrre solidi risultati in campo industriale e produttivo. Purtroppo, a partire dalla fine degli anni '60, anche la grande industria chimica italiana iniziò ad essere smantellata. E oggi la chimica nazionale, nonostante la presenza di scuole di ricerca di livello mondiale - come quella di fotochimica, le cui indagini spaziano dalle nanotecnologie allo sfruttamento dell'energia solare -, si trova a vivere una profonda crisi, anche sotto il profilo della sua immagine nei confronti dell'opinione pubblica, soprattutto a causa del suo diretto coinvolgimento nella produzione di sostanze inquinanti e agenti tossici”.
L’incontro del 22 novembre con Ciardi e Corbellini ci permetterà dunque di ricostruire anche il contributo passato e presente della ricerca italiana sulla chimica italiana. Merito anche di un’idea di Scuola, di organizzazione, di lavoro di gruppo.


Scopo dunque di questi incontri promossi da Fondazione Sigma-Tau in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, è il tentativo di costruire un’occasione per riflettere sulle potenzialità e i limiti della ricerca e della cultura scientifica in Italia. Ovvero sulle condizioni che hanno favorito la realizzazione di straordinari risultati, e i fattori che hanno impedito che su tali risultati si riuscisse a costruire un solido ed efficiente sistema di produzione scientifica.
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