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lunedì 14 dicembre 2009 |
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Roma
Teatro Studio - Auditorium Parco della Musica
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inizio
ore 11:00 |
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Partecipano:
Gilberto Corbellini, storico della Medicina all'Università di Roma "La Sapienza"
David Modiano, Parassitologia alla seconda Facolta' di Medicina dell'Università “La Sapienza” di Roma
Marco Corsi, direttore medico di Sigma- Tau s.p.a
Coordina il dibattito, Pino Donghi, segretario generale della Fondazione Sigma Tau |
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Per informazioni rivolgersi a:
FONDAZIONE SIGMA-TAU
Viale Shakespeare, 47
00144 Roma
Tel. 06-59.26.443-4-5 06-59.26.600
Fax: 06-59.26.441 |
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"S & E: Scuola ed Eccellenza" |
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"L'eradicazione della Malaria: l'esempio italiano" |
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Il 14 dicembre alle 11, ultimo appuntamento per il 2009 del ciclo “S&E – SCUOLA ed ECCELLENZA: Scuole di Scienza nel Novecento italiano” a cura di Fondazione Sigma-Tau, in co-produzione con Fondazione Musica per Roma, presso il Teatro Studio all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si tratta di lezioni dedicate, in particolare, alle scuole superiori romane per far conoscere loro quelle tradizioni di ricerca scientifica che hanno dato lustro internazionale al Paese.
Le lezioni del 14 dicembre vedranno lo storico della Medicina Gilberto Corbellini raccontare le vicende e i contributi della scuola malariologica italiana. Seguirà il dibattito coordinato da Fondazione Sigma-Tau con David Modiano, ordinario di Parassitologia alla seconda Facolta' di Medicina dell'Università “La Sapienza” di Roma e con Marco Corsi, direttore medico di Sigma- Tau s.p.a..
“Sono trascorsi solo 60 anni” – sottolinea Corbellini – “da quando in Italia non si muore più per un’infezione malarica contratta attraverso la puntura di zanzare presenti sul territorio. Diffusasi progressivamente su tutto il territorio italiano a partire dagli ultimi secoli dell’antica Roma repubblicana, la malaria ha infierito e condizionato la vita degli abitanti della penisola italiana fino all’indomani della seconda guerra mondiale. Le prime statistiche sanitarie dell’Italia unita registravano, intorno al 1890, oltre 20mila e stimavano 2milioni di casi clinici ogni anno, su una popolazione italiana inferiore a 30milioni. All’individuazione dell’eziologia e dei meccanismi di trasmissione dell’infezione malarica, così come alla messa a punto di strategie efficaci di lotta e prevenzione hanno contribuito in modo determinante, a partire dagli ultimi due decenni dell’Ottocento, diversi ricercatori italiani. Il prestigio internazionale della tradizione malariologica italiana non si è peraltro interrotto dopo il successo nell’eradicazione della malaria dal territorio nazionale. Diversi ricercatori italiani hanno continuato a produrre risultati di fondamentale rilevanza scientifica, nonché utili sul piano pratico, studiando le basi ecologiche, in particolare a livello entomologico e genetico, della malaria che colpisce le popolazioni dell’Africa sub-sahariana. La malaria è ancora una delle principali emergenze sanitarie mondiali. Uccide circa 2 milioni di persone ogni anno, di cui la metà sono bambini al di sotto dei 5 anni di età, e determina sempre ogni anno oltre mezzo miliardo di casi clinici, mettendo a rischio la salute di almeno un terzo degli abitanti del pianeta”.
L’incontro del 14 dicembre con Corbellini, Corsi e Modiano ci permetterà dunque di ricostruire il contributo passato e presente della ricerca malariologica italiana alla comprensione delle dimensioni cliniche ed epidemiologiche dell’infezione. Merito anche di un’idea di Scuola, di organizzazione, di lavoro di gruppo.
Scopo dunque di questi incontri – che proseguiranno nel 2010 - sarà costruire un’occasione per riflettere sulle potenzialità e i limiti della ricerca e della cultura scientifica in Italia. Ovvero sulle condizioni che hanno favorito la realizzazione di straordinari risultati, e i fattori che hanno impedito che su tali risultati si riuscisse a costruire un solido ed efficiente sistema di produzione scientifica.
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