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28/05/2010 "Carlo GINZBURG: Giuseppe Levi e la scuola torinese dei Nobe...

14/05/2010 Edoardo BONCINELLI: "Napoli e la genetica italiana"...

05/05/2010 "NeuroEtica: Le grandi questioni. Incontri su Neuroscienze e...
venerdì 28 maggio 2010
     
  Roma
Teatro Studio - Auditorium Parco della Musica
 
  inizio ore 11:00  

Interverranno:

Il Prof. Carlo Ginzburg sul tema:
FARE RICERCA. RIFLESSIONI SU UN MESTIERE.


Il Dr. Andrea Grignolio sul tema:
IL LABORATORIO TORINESE DI GIUSEPPE LEVI: UNA FUCINA DI NOBEL.

Per informazioni rivolgersi a:

FONDAZIONE SIGMA-TAU
Viale Shakespeare, 47
00144 Roma
Tel. 06-59.26.443-4-5 06-59.26.600
Fax: 06-59.26.441

 

"S & E: Scuola ed Eccellenza"
  "Carlo GINZBURG: Giuseppe Levi e la scuola torinese dei Nobel"  
     
 
 
     
  Giuseppe Levi (1872–1965), professore d'Anatomia Normale all'Università di Torino, fu uno dei grandi studiosi del sistema nervoso della prima metà del Novecento. Scienziato dai vasti interessi di ricerca, fu pioniere della colture in vitro dei tessuti nervosi e svolse ricerche fondamentali sullo sviluppo embrionale e sulla plasticità delle cellule nervose. Padre della scrittrice Natalia Ginzburg, la figura privata di Levi, caratterizzata da un temperamento burbero e irascibile, ma anche da un atteggiamento franco e un'onestà intellettuale che ne fecero un noto antifascista che conobbe il carcere, è stata resa celebre dalla figlia nel racconto autobiografico Lessico Famigliare.
Accanto ai risultati scientifici e alla trasposizione letteraria, un terzo elemento concorse a dare notorietà alla figura di Giuseppe Levi. Nel suo laboratorio si formarono infatti ben tre allievi che ottennero il premio Nobel: Salvatore Luria per le ricerche sulla genetica batterica (1969), Renato Dulbecco per i lavori sui virus oncogeni (1975) e Rita Levi Montalcini per la scoperta del fattore di crescita nervoso (1986).
Si tratta di un raro, quasi unico caso nella storia della scienza, specie considerando il diverso percorso disciplinare che i tre allievi intrapresero dopo il comune internato torinese incentrato sulla neuro-anatomia microscopica. Tentando di ricostruire nelle loro autobiografie le ragioni di simili successi professionali, i tre allievi riconoscono grandi meriti al metodo e al rigore impartiti dal maestro, pur individuando nel trasferimento nei laboratori statunitensi il fattore decisivo per la loro carriera.
Negli anni '40, infatti, essi si videro costretti a lasciare l'Italia, un Paese che le leggi razziali (Luria e Levi Montalcini) e lo scarso aggiornamento dei laboratori (Dulbecco) rendevano inadeguato per una proficua carriera scientifica.
L'eccezionale personalità e gli insegnamenti del maestro, l'abbandono di un Paese privo di libertà e di strutture per lo sviluppo scientifico, il reciproco aiuto nei difficili anni d'esilio e, infine, l'esperienza nei laboratori americani fondati su meritocrazia e ingenti finanziamenti, rendono la “scuola di Levi” un esemplare campo di forze tra individui, formazione e società, capace di svelare il terreno di coltura necessario allo sviluppo dell'eccellenza.


Carlo Ginzburg, nipote di Giuseppe Levi, è nato a Torino nel 1939. Ha studiato alla Normale di Pisa, quindi al Warburg Institute di Londra; ha insegnato Storia moderna all'Università di Bologna e poi nelle Università Harvard, Yale e di Princeton. Presso l'Università della California, Los Angeles (UCLA) è stato titolare, sul finire degli anni ottanta, di una cattedra di Storia del Rinascimento italiano. Dal 2006 detiene la cattedra di Storia delle Culture Europee alla Scuola Normale di Pisa.
Attento studioso degli atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari all'esordio dell'età moderna, ha pubblicato I Benandanti (1966), Il formaggio e i vermi (1976), Miti emblemi spie. Morfologia e storia (1986), Storia notturna. Una decifrazione del sabba, (1989), Occhiacci di legno (1998, Premio Viareggio per la saggistica), Rapporti di forza. Storia, retorica, prova, 2000. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue.


Andrea Grignolio (Roma 1974) collabora con la cattedra di Storia della medicina all'Università La Sapienza di Roma e con il centro "L. Galvani" (C.I.G.) per la biocomplessità dell'Università di Bologna. È stato ospite del Centre Cavaillès dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi, Postdoctoral Fellow del Center for History and Philosophy of Science della Boston University e Visiting Scholar dell'Office for History of Science and Technology della University of California, Berkeley. Si occupa di storia delle discipline biomediche, con particolare riguardo alla storia dell’immunologia, e di divulgazione scientifica. È curatore del volume Immunology Today. Three Historical Perspectives under Three Theoretical Horizons, Bononia University Press (2010). Ha tradotto e adattato per il teatro e le scuole la pièce di Jane Cox sulla vita della genetista premio Nobel Barbara McClintock, Il desiderio di conoscere.
 

 
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